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Flora batterica intestinale in equilibrio: i consigli per gli over 60

Il nostro corpo non è sempre uguale ma cambia, anche impercettibilmente, con l’avanzare dell’età. Certo, i sessantenni di oggi non sono più come quelli di una volta: il più delle volte sono giovanili, attivi, hanno uno stile di vita sano ed equilibrato. Tra la cura dei nipoti, il tempo libero e le mille attività i senior non si fermano mai e spesso dimostrano molti meno anni di quelli che hanno realmente.

Ciò non toglie che, con l’età, sia perfettamente normale incorrere nei primi acciacchi. Che sia per la pressione alta, per i reumatismi o qualche altro piccolo inconveniente, è un fatto naturale che dopo i 60 anni si tenda ad assumere un maggior numero di medicinali rispetto a quanto fatto in gioventù. Ma alcuni farmaci possono causare una disbiosi e l’alterazione della flora batterica intestinale.

Ecco perché dopo una certa età è importante essere ancora più attenti nel mantenere in equilibrio la propria flora batterica intestinale, a cominciare naturalmente dall’alimentazione. Frutta e verdura vanno assunte in quantità maggiore. Ad esempio, è consigliabile mangiare verdura a ogni pasto e almeno 3 frutti diversi al giorno. Per quanto riguarda la carne, quella bianca andrebbe preferita a quella rossa e consumata non più di 3 volte alla settimana. È necessario eliminare o ridurre molto i cibi grassi, fritti e lavorati, così come le bevande alcoliche e la caffeina. Inoltre, è un dato di fatto che con l’età lo stimolo della sete tenda a ridursi, ecco perché è fondamentale continuare a bere almeno 2 litri di acqua al giorno.

Naturalmente non bisogna tralasciare l’attività fisica, anche semplice, e il mantenersi per quanto possibile impegnati e attivi. Infine, è consigliabile per le persone over 60 assumere probiotici, per mantenere sempre la flora batterica intestinale sana ed equilibrata. Tra i prodotti disponibili, Kaleidon Probiotic ACTIVEage è indicato specificatamente per gli over 60, favorendo l’equilibrio delle flora batterica intestinale grazie al Bifidobacterium lactin HN019.